La fortezza vuota. Discorso sulla perdita di senso del teatro

di Massimiliano Civica e Attilio Scarpellini

Il teatro è un servizio pubblico e per questo riceve finanziamenti statali. In qualche modo, è equiparato alla scuola, ai musei e, anche e perfino, alla sanità pubblica: il teatro serve a fare stare meglio l’anima. Queste sono tutte attività in perdita economica ma che fanno sì che una civiltà sia tale. Cioè inclusiva, solidale, compassionevole: il contrario dello stato di natura, dove vige la legge del più forte. Tutti dobbiamo morire. Dovere dello Stato non è solo quello di assicurare la sopravvivenza materiale ai suoi cittadini, ma anche di offrire ad essi le possibilità di una crescita spirituale, morale, intellettuale, emotiva e sociale.
Non basta sopravvivere, perché allora vivere un giorno o cento sarebbe lo stesso, e non ci sarebbe differenza tra l’elan vital di una pianta
e il nostro.
Massimiliano Civica, reatino, classe 1974, regista e studioso teatrale. Ha vinto diversi riconoscimenti e premi con i suoi spettacoli. Crede fermamente che il teatro
sia una attività minoritaria, ma non minore. A teatro ha incontrato degli uomini e delle donne straordinarie.
Attilio Scarpellini, critico teatrale e saggista, ha cominciato a scrivere di teatro sul settimanale “Diario”. È autore di L’angelo rovesciato. Quattro saggi sull'11
settembre e la scomparsa della realtà (2008). A mesi alterni, conduce all’alba la trasmissione di Radio Tre Rai Qui comincia...

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