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Cenere e ghiaccio. Undici prove di resistenza

di Salvatore Mannuzzu

pp. 192

Una serie di scritti sui temi centrali dell’esistenza, dell’etica, del rapporto con gli altri, con la storia, col sacro. Giobbe e il rapporto tra dolore e desiderio; la Passione di San Chisciotte Tenorio alias Don Giovanni della Mancia; il film Monsieur Verdoux di Charlie Chaplin; il senso più profondo del diario di Anna Frank; il significato più intimo e autentico dell’amicizia nel rapporto con Natalia Ginzburg. Un affresco esistenziale, etico e umano di un’epoca in continua trasformazione, nel segno della metafora di Antonio Gramsci del marinaio Nansen “che si lasciò imprigionare dai ghiacci e per tre anni e mezzo la sua nave si mosse solo in quanto si spostavano, lentissimamente, i ghiacci” riuscendo solo così a raggiungere il Polo.

Salvatore Mannuzzu. È stato magistrato fino al 1976 e deputato fino al 1987. Ha pubblicato numerosi romanzi e racconti, tra cui: Procedura (Einaudi, 1988), Il Terzo suono (Einaudi, 1995), Il catalogo (Einaudi, 2000), Alice (Einaudi, 2001), Le fate dell’anno (Einaudi, 2004). Molti suoi romanzi sono stati tradotti all’estero e ha vinto diversi premi come “Il Viareggio”, “Il Grinzane Cavour”, lo “Stresa Selezioni”. Dal suo romanzo Procedura il regista Antonello Grimaldi ha tratto il film Un delitto impossibile.

pp. 192

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Zygmunt Bauman. Modernità e globalizzazione

Intervista di Giuliano Battiston.

pp. 160

Tra i più noti e influenti intellettuali del nostro tempo, in questa intervista Zygmunt Bauman ripercorre alcune tappe fondamentali del suo itinerario teorico, fornendo delle indicazioni preziose per comprendere le trasformazioni che hanno investito le tradizionali cartografie politico-culturali della società in cui viviamo.

Appassionato e rigoroso come al solito, ci sollecita a interrogarci sulle nuove forme della sovranità politica, sui pericoli del “comunitarismo”, sul rapporto tra individuo e società, sulle diverse manifestazioni della globalizzazione, sul passaggio dallo Stato sociale allo Stato penale, sull’importanza del laboratorio politico europeo e sul senso stesso della modernità. Al fondo, l’idea che la sociologia sia “un’interrogazione continua dell’esperienza comune”, uno strumento ancora indispensabile per trovare le domande giuste con cui “giungere il più vicino possibile a scoprire le ancora occulte possibilità umane”.

Giuliano Battiston. Laureato in Filosofia, ha conseguito il dottorato con una tesi sull’estetica del giovane Lukács. Lavora alla Scuola di giornalismo della Sezione Internazionale della Fondazione Lelio e Lisli Basso e come giornalista freelance: collabora con Pandora TV, scrive per le riviste “Lo Straniero” e “Lettera Internazionale”, per le pagine culturali de “il manifesto” e per “Liberazione”. Oltre a occuparsi di temi culturali viaggia e scrive reportage.

pp. 160

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Le tecniche della nonviolenza

di Aldo Capitini

pp. 224

Questa guida fu scritta da Aldo Capitini nel 1967, ma non ebbe la diffusione e l’influenza che avrebbe meritato sulla generazione del 1968. Oggi è forse il momento giusto per riprenderla in mano. Contiene i principi della nonviolenza e un compendio di pratiche e di tecniche, descritte e illustrate sinteticamente, con riferimenti storici a esperienze concrete realizzate in Italia e nel resto del mondo. La ripubblicazione delle Tecniche può essere di grande rilevanza per i problemi politici ed etici di oggi perché illumina il rapporto che dovrebbe esistere tra i mezzi e i fini nella politica e nell’azione sociale, tra il rispetto della legge e la disobbedienza civile.

Aldo Capitini (Perugia 1898-1968) è il più importante filosofo e attivista della nonviolenza in Italia. Ha dato vita alla prima marcia per la pace, da Perugia ad Assisi nel 1961. Ha scritto numerosi testi tra cui La realtà di tutti (1948), Religione aperta (1955), Il potere di tutti (1969, postumo).

pp. 224

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Compendio del Capitale

di Carlo Cafiero

pp. 200

L’economia continua a guidare le sorti del mondo, e se il sistema capitalistico è cambiato non è certamente meno pericoloso oggi di ieri per le sorti dell’umanità. Questo compendio del Capitale di Marx risulta utile anche a distanza di oltre cent’anni. Il suo approccio si ispira ai principi del socialismo libertario ed è di grande attualità per capire l’opera del più importante studioso del capitalismo e l’economia del nostro tempo. È corredato da un’introduzione e da una nota bibliografica di Carlo De Maria. Carlo Cafiero (1846 – 1892). Tra i più importanti anarchici italiani conobbe Marx ed Engels a Londra nel 1871 e cooperò alla diffusione della Prima Internazionale in Italia. Collaborò ai giornali socialisti del tempo e partecipò ai tentativi insurrezionali di Bologna nel 1874 e del Matese nel 1877. Il Compendio del primo volume del Capitale di Marx fu pubblicato nel 1879.

pp. 200

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Una concretissima utopia (versione pdf)

ESAURITA LA VERSIONE CARTACEA

di Marco Lombardo Radice

introduzione di Luigi Manconi e Marino Sinibaldi

pp. 148

Quanti ricordano ancora Marco Lombardo Radice, lo psichiatra infantile morto in giovanissima età, militante del Movimento studentesco e poi di Lotta continua, coautore di Porci con le ali (da lui inteso come una sorta di manuale per una nuova morale sessuale dei giovani negli anni dopo il ’68), e autore di un saggio luminoso, Il raccoglitore nella segale, da cui fu tratto il film Il grande cocomero? Quel saggio, che riferiva del suo lavoro e del suo rapporto con i giovani malati che andavano salvati, senza paternalismi e senza ipocrisie, mantiene un’attualità fortissima, così come gli altri raccolti in questo aureo volume, che esce per la cura di due suoi fraterni amici.

MARCO LOMBARDO RADICE (1949-1989), attivo nel movimento studentesco e nel ’68, ha pubblicato nel 1976 “Porci con le ali”, dedicandosi successivamente al lavoro di neuropsichiatra infantile. Allievo di Giovanni Bollea ha lavorato all’Istituto di neuropsichiatria infantile di via dei Sabelli a Roma. Il libro è introdotto da Luigi Manconi, che ha recentemente fondato l’associazione “A buon diritto” e Marino Sinibaldi, direttore di Rai-Radio 3.

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Per amore del mio popolo. Don Peppino Diana, vittima della camorra

a cura di Goffredo Fofi

con i contributi di Nicola Alfiero, Donato Ceglie, Goffredo Fofi, Amato Lamberti, mons. Raffaele Nogaro, Isaia Sales e Conchita Sannino.

pp. 200

Quando don Diana venne ucciso dalla camorra (la sua storia è tornata a essere famosa grazie al successo di Gomorra) alcuni amici vollero ricordarlo raccogliendo i suoi scritti e aggiungendovi testimonianze e saggi di giornalisti, politici, volontari, magistrati, sociologi sul suo operato e sulla zona in cui egli operava, Casal di Principe, regno delle “famiglie” criminali che ne avevano deciso la morte.

Il libro uscì pochi mesi dopo il delitto, a spese di pochi amici, presso l’editore napoletano Pironti con i contributi di Nicola Alfiero, Donato Ceglie, Goffredo Fofi, Amato Lamberti, mons. Raffaele Nogaro, Isaia Sales e Conchita Sannino.

Ci è parso opportuno riproporlo per il suo valore di testimonianza, di riflessione e di scandalo, e perché nel frattempo molti libri hanno raccontato la vita di don Diana, basandosi su questo, e raramente citandolo.

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La via dell’austerità. Per un nuovo modello di sviluppo (versione pdf)

di Enrico Berlinguer

introduzione di Salvatore Mannuzzu

pp. 80

In due importanti discorsi del 1977, la proposta dell’austerità di Enrico Berlinguer come chiave culturale e politica per costruire un nuovo modello di sviluppo fondato sulla sobrietà, il superamento delle diseguaglianze e un diverso equilibrio tra Nord e Sud del mondo. Contro il consumismo e un modello produttivo iniquo, l’attualità di una rivendicazione (allora inascoltata) di un diverso rapporto tra economia e qualità della vita, l’originalità e la lungimiranza di una proposta oggi di grande attualità.

Enrico Berlinguer è stato segretario generale del Pci dal 1972 al 1984 e uno dei protagonisti dell’“eurocomunismo” e del progressivo distacco del Pci dal “socialismo reale”. Insieme alla questione morale e alla diversità comunista, la proposta dell’austerità rappresenta uno degli aspetti più conosciuti e originali del suo pensiero politico.

pp. 80

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Servire lo stato. Il mestiere del bravo burocrate

di Alessandro Messina

pp. 168

La crisi della politica porta con sé quella della pubblica amministrazione. È lecito dunque domandarsi se sia ancora possibile svolgere efficacemente il ruolo di funzionario pubblico motivato e appassionato ai risultati del proprio lavoro. Come districarsi tra spoils system e scansafatiche? Come puntare a obiettivi di lungo termine mentre tutto il resto guarda solo all’urgenza mediatica del momento? Il volume analizza tutto questo attraverso un’analisi delle contraddizioni interne alla pubblica amministrazione, portando casi ed esempi concreti, proponendo ricette per evitare l’alienazione e soluzioni per un ruolo del pubblico impiego al servizio della collettività.

Alessandro Messina (Roma, 1969) ha lavorato in aziende private, nel terzo settore e nella pubblica amministrazione. È stato direttore di Lunaria, dirigente del Comune di Roma e dirigente generale del Ministero della Solidarietà Sociale. È tra i soci fondatori di una business consulting per le organizzazioni aperte (www.obi-one.eu). Oggi è responsabile del settore crediti retail dell’Associazione bancaria italiana.

pp. 168

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Fare il prete non è un mestiere. Una vocazione alla prova

di Laura Badaracchi

pp. 246

Esiste il mestiere di prete? Essere sacerdote è una vocazione o anche una professione? Domande provocatorie per far pensare che, in fondo, ogni professione dovrebbe avere un’anima, nascondere in sé una sorta di chiamata. Tenendo presente che anche per diventare prete, come

per altri “lavori”, occorre una formazione specifica, lunga e complessa. Quindi non si tratta di una scelta estemporanea o a cuor leggero:

il seminarista, o aspirante prete, ha a disposizione anni e anni per scandagliare la sua vocazione, con l’aiuto del direttore spirituale e del confessore, di compagni di strada e amici con cui confrontarsi. Ma per quali vie si diventa preti oggi? Nulla è cambiato nella Chiesa cattolica, in particolare quella italiana, nel percorso proposto ai giovani e agli adulti che oggi chiedono di diventare ministri del Vangelo e dei sacramenti?

E quali sono le sfide a cui i nuovi sacerdoti devono necessariamente rispondere con la vita? Il taglio del volume oscilla tra il manuale e l’inchiesta: all’itinerario “classico” previsto per diventare sacerdote si affiancano alcune esperienze, voci che raccontano in prima persona gioia e difficoltà vissute.

 

Laura Badaracchi. Giornalista professionista, collabora con diverse testate (tra le altre, il quotidiano Avvenire, i mensili “Jesus” e “Mondo e Missione”, l’agenzia “Sir”. Già corrispondente da Roma dell’agenzia “Redattore Sociale”, è autrice della biografia Luigi Di Liegro. Profeta di carità e giustizia (Paoline 2007) e della raccolta Allo specchio e altri racconti (Infinito 2007). Ha curato i volumi Donna dell’unità. Beata Elisabetta Hesselblad (San Paolo 2006) e Santa Brigida di Svezia. Sentieri di luce. Parole e pensieri della mistica del Nord (San Paolo 2002).

pp. 246

 

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Le zattere della Medusa. L’avventura domani

a cura di Hamelin Associazione Culturale

ESAURITO

pp. 192

Il mondo cambia, e cambia anche l’avventura, nella realtà e nell’immaginario collettivo. Ma come? Se lo chiedono alcuni studiosi di letteratura, cinema, fumetto, alcuni scrittori e giornalisti, alcuni educatori, e constatano che l’epoca delle scoperte e conquiste scientifiche o coloniali è finita da tempo, che nella fantasia è scomparso il futuro, che il passato è diventato fantasy, che il giallo si è trasformato in noir, e che, nella realtà, c’è un’avventura di libera scelta e una imposta dalle circostanze sociali e storiche, scoprono che le due forme più presenti di avventura sono oggi le guerre (l’avventura dei soldati trasformati in mercenari) e le migrazioni. Si parla di Conrad, di Phileas Fogg (e del turismo), di Dagli

Appennini alle Ande e di Ballard, di guerra e di pace, delle mutazioni del corpo e di quelle della mente, di dove siamo e dove stiamo andando. L’avventura continua, ma non è più quella di una volta. Interventi di: Maria Attanasio, Maurizio Braucci, Mimmo Candito, Marco Carsetti, Giuseppe Corrias, Bruno Falcetto, Goffredo Fofi,Vittorio Giacopini, Stefano Laffi, Nicola Lagioia, Emiliano Morreale, Renato Novelli, Paola Splendore, Emilio Varrà.

HAMELIN è un’associazione culturale che propone molteplici attività tutte animate dalla volontà di creare una stretta interdipendenza tra la promozione culturale e la vocazione pedagogica, a prescindere dal pubblico e dallo strumento espressivo utilizzato: letteratura, fumetto, illustrazione o cinema. Da quattro anni organizza a Bologna Bilbolbul, Festival internazionale di fumetto e pubblica la rivista quadrimestrale “Hamelin. Storie figure pedagogia”.

pp. 192

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