Si deve, si può. Ruolo delle minoranze etiche tra globale e locale

Corso residenziale

Si deve, si può.

Ruolo delle minoranze etiche tra globale e locale

Lamezia Terme

3-4-5 luglio 2015

11-12-13 settembre 2015

Progetto “Spring” finanziato da Fondazione con il sud

Perché questo corso

Il mondo attraversa una crisi sempre più vasta, che costringe a ripensare al ruolo e ai compiti delle minoranze eticamente determinate. Se, in modi sempre più evidenti e capillari, anche attraverso il controllo dei mezzi di comunicazione di massa e degli strumenti e delle istituzioni preposti alla formazione delle nuove generazione, il capitalismo (il denaro, il mercato) si è imposto come una sorta di religione assoluta della modernità (come profetizzava Benjamin) e a maggior ragione della post-modernità, la risposta delle minoranze non può che essere, ancora una volta, quella di don Milani: “la religione è il mio prossimo”. La crisi del welfare è in rapporto diretto con la crisi della democrazia, è un’aggressione all’idea stessa di democrazia. Nel mondo degli operatori sociali e culturali – anche nei campi della trasmissione culturale e della creazione artistica –, coloro che non accettano di soggiacere ai ricatti della crisi non accettano neanche di considerare i propri bisogni e diritti come prioritari rispetto a quelli di coloro di cui dovrebbero occuparsi. Si tratta né più né meno di coloro che sono stati l’origine della loro vocazione e delle loro scelte, di riscoprire i diritti degli emarginati, dei diseredati, degli ultimi; dei nuovi arrivati; e dei piccoli, dei nuovi nati, dei giovani, del futuro. Occorre ridiscutere le fondamenta stesse del nostro impegno, occorre verificarne i fini e i mezzi a partire da una migliore conoscenza dei problemi attuali del pianeta e dei modi in cui essi si presentano all’interno del nostro paese, in un legame sempre più stretto tra loro. A partire, in particolare, dalla comunità in cui ci si trova a operare o in cui si intende operare.

A chi è rivolto

Intendiamo sperimentare un modello di corso residenziale in due tappe di tre giorni ciascuno – per un gruppo di giovani operatori che hanno già qualche esperienza alle spalle, provenienti da più parti d’Italia e in particolare della Calabria, senza escludere la presenza come osservatori di altri giovani a incontri di particolare interesse culturale.

Articolazione

In una prima tappa i convenuti si confronteranno con persone particolarmente qualificate sullo stato attuale delle cose, nel mondo e in Italia: il rapporto tra economia e società, le trasformazioni nelle forme del potere, l’incubo ecologico, le nuove e vecchie forme di emarginazione, la condizione delle donne e dei giovani, il ruolo delle chiese, i “beni comuni”, le trasformazioni dei modelli politici in particolare in Europa e in Italia, il problema dell’educazione e della scuola e dei media, le nuove e vecchie forme della lotta di classe, i modi della resistenza e dell’autorganizzazione di gruppi e comunità (con particolare attenzione ai modelli elaborati da Alinsky), il ruolo della cultura e delle arti come forme sia di massima alienazione sia di contributo alla liberazione.

Nella seconda tappa si entrerà nel merito degli interventi possibili localmente, si discuterà il “che fare?” degli operatori rispetto ai vari campi dell’intervento. A introdurre le discussioni saranno operatori “anziani”, con una forte esperienza alle spalle.

Si prevede che il confronto tra relatori e ascoltatori possa essere molto più immediato e diretto, in ragione della minore distanza tra loro, perché anche i giovani partecipanti hanno esperienze di intervento da comunicare e da offrire alla discussione. Si tratterà anzitutto di definire le possibilità e il ruolo di una minoranza nell’intervento sociale o culturale all’interno di un quartiere, di un paese. Si discuteranno le difficoltà che abitualmente si incontrano, il rapporto con le istituzioni e con gli altri gruppi, il metodo che si intende seguire con particolare attenzione alla elaborazione e gestione democratica delle iniziative e al legame, che vorremmo fosse strettissimo, tra i fini e i mezzi, tra le forme della partecipazione e quelle, quando necessario, della disobbedienza civile, eccetera.

1° Modulo – dal 3 al 5 luglio 2015

Dove va il mondo?

Analisi del presente: il globale e il locale

Il primo modulo comprenderà relazioni e discussioni sui temi in questione. Tra le persone che inviteremo a comunicare le loro conoscenze e le loro riflessioni: Stefano Laffi sui giovani; Alice Belotti su Alinsky e altro sul lavoro di comunità; Carlo Formenti su lotta di classe- economia e politica; Mauro Boarelli sulle politiche locali; Domenico Chirico sul contesto internazionale; Piergiorgio Giacchè, “Dal locale al globale, e ritorno”; Lorenzo Biagi su corruzione e criminalità; Marino Ruzzenenti su ecologia in Italia. A ogni relazione seguiranno comunicazioni e confronti. Nelle due serate a disposizione si discuteranno esperienze particolari, anche dei giovani convenuti, o si vedranno e discuteranno film o libri di particolare interesse per i temi affrontati. Si chiederà ad Andrea Toma, del Censis, di introdurre alla seconda tappa preparando per i partecipanti uno schema di dati che essi dovranno riempire, utili a capire i problemi della zona, del comune o del quartiere in cui vivono o in cui già operano. Verrà fornita una bibliografia essenziale di testi che tutti saranno invitati a leggere nell’intervallo tra i due appuntamenti.

2° Modulo – dall’11 al 13 settembre 2015

Che fare?

Modelli di intervento e di lotta

Nel secondo modulo si entrerà nel merito degli interventi possibili, si discuterà il “che fare?” degli operatori nella situazione attuale, rispetto ai vari campi dell’intervento: Alice Rohrwacher su giovani, creatività, attività artistiche; Maria Nadotti sulla questione femminile; Iacopo Scaramuzzi sulla Chiesa; Marco Carsetti sulle migrazioni e il lavoro artigianale; Giacomo Panizza sul Welfare; Giovanni Zoppoli su educazione e scuola; Goffredo Fofi sulla disobbedienza civile; Maria Stefani sul rapporto centro e periferia in Italia.

Ogni modulo prevede: l’arrivo entro la mattina del primo giorno, inizio del seminario alle ore 15. Il terzo giorno il seminario si svolgerà dalle 9 alle 13.

Le serate saranno dedicate ad approfondimenti su casi particolari, del passato e del presente, da esaminare e su cui ragionare – dalla Scuola di Barbiana alla Caritas degli anni di Di Liegro, dagli scioperi a rovescio degli anni ’50 e dalle prime esperienze di Danilo Dolci al no-Tav, da certe lotte sindacali a certe iniziative culturali.

Si ipotizzano uno o più incontri pubblici – in particolare uno conclusivo in cui verranno presentate le conclusioni del seminario in forma di tesi elaborate e sottoscritte dai partecipanti. Si prevede la progettazione di un bollettino via mail di collegamento tra i partecipanti che possa avvalersi della collaborazione della rivista “Gli asini”, bimestrale di “educazione e intervento sociale”.

La partecipazione al corso è gratuita, incluso vitto e alloggio. A causa del numero limitato dei posti gli organizzatori si riservano di comunicare entro il 15 giugno 2015 l’accettazione al corso.

Per info

comunicazione@asinoedizioni.it

068841880 e 3473834951

Iscriviti con il modulo online

Leave a comment