Arti e mestieri

Crescere nonostante. Un romanzo di formazione

a cura di Stefano Laffi

Se la maturità forse è sempre stata un mito, è di oggi la piena coscienza che siano in crisi gli adulti, come modello e come traguardo a cui naturalmente tendere: i cambiamenti degli ultimi anni sono stati invero radicali e spesso mortificanti; e il domani è tutto da inventare. Il loro romanzo di formazione, i ragazzi, invece di leggerlo e imitarlo, se lo stanno scrivendo da soli. Crescere nonostante racconta un “romanzo” in cui gli adulti sono invitati a porsi in modo nuovo rispetto ai ragazzi, in ultima analisi rispetto a se stessi. Non si tratta di ricette. Questo non è un manuale, nasce dall’esperienza di lavoro di Codici, cooperativa di ricerca e intervento. È il racconto delle esperienze trasformative che oggi si offrono ai ragazzi o che loro si costruiscono da sé. Descrive occasioni, esempi positivi, strade possibili, opportunità di oggi. I modi in cui essi si inventano i percorsi per organizzare il loro stesso futuro ci insegnano come stia cambiando il mondo e come dovrebbero cambiare gli adulti, chiamati a un nuovo compito: aiutare a crescere una generazione di veri pionieri.

Gli autori: Valentina Bugli, Massimo Conte Daniele Brigadoi Cologna, Stefano Laffi, Domenico Letterio Oana Marcu, Andrea Rampini.

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Lavorare nel sociale. Una professione da ripensare

a cura di Giulio Marcon

Un manuale insolito e polemico, ricco di informazioni e consigli teorici e pratici per intervenire nei modi migliori negli ambiti del lavoro sociale. Attraverso le testimonianze di molte pratiche efficaci e l’analisi dei molti profili lavorativi, gli autori (educatori, operatori sociali, attivisti dei diritti umani, professionisti di buona volontà) esaminano e raccontanoin modo critico e partecipe le modalità del lavoro sociale e delle sue professioni, mettendo in guardia da errori, trappole e ambiguità, oggi che il terzo settore è stato “recuperato”  e il welfare smantellato.

Gli autori: Vittorio Agnoletto, Vinicio Albanesi, Pietro Barbieri, Cecilia Bartoli, Carlo e Rita Brutti, Francesco Carchedi, Domenico Chirico, Massimo Costantini, Dario S. Dell’Aquila, Monica Di Sisto, Marina Galati, Sergio Giovagnoli, Patrizio Gonnella, Roberto Landolfi, Franco Lorenzoni, Antonio Marchesi, Alessandro Messina, Nicola Ruganti, Isabella Saraceni, Gianfranco Schiavone, Giovanni Zoppoli.

L’introduzione è di Giulio Marcon.

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Le nuove tecniche didattiche

di Bruno Ciari

pp. 251

All’inizio degli anni cinquanta del Novecento, un gruppo di educatori, insegnati delle scuole elementari e  superiori, diede vita al Movimento di cooperazione educativa (Mce), un movimento di educazione alternativo, sulla scia del pensiero pedagogico e sociale di Célestin ed Elise Freinet. Tra i promotori vi era Bruno Ciari, uno dei più importanti critici di un sistema scolastico italiano totalmente ignaro dei bisogni del bambino. Nella sua opera principale, Le nuove tecniche didattiche, pubblicato nel 1961, Ciari propone un’alternativa, l’attuazione di una pedagogia popolare caratterizzata da strumenti didattici che, tenendo conto del nesso esistente tra scuola e società, e rispettando l’individualità del bambino, cercano di liberare la sua intelligenza per lo sviluppo di una personalità autonoma e indipendente. L’alunno non può essere considerato in maniera astratta e schematica, ciò che deve interessare è il modo in cui i suoi bisogni sono socialmente condizionati. La scuola deve essere un ambiente di vita nel quale si possa sviluppare una comunità organica di ragazzi, aiutati ad aprirsi e a comunicare. I fondamenti del pensiero di Ciari tornano oggi fondamentali per gli educatori che vogliono affrontare le sfide e le trasformazioni dell’esperienza educativa.

pp.251

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  • Leggi la recensione Un messaggio nella bottiglia di Emiliano Sbaraglia su "Rassegna sindacale" del 17-23 gennaio 2013
  • Ascolta  l'intervista a Marcella Ciari su Radio3 Fahrenheit del 28 gennaio 2013

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Fare il prete non è un mestiere. Una vocazione alla prova

di Laura Badaracchi

pp. 246

Esiste il mestiere di prete? Essere sacerdote è una vocazione o anche una professione? Domande provocatorie per far pensare che, in fondo, ogni professione dovrebbe avere un’anima, nascondere in sé una sorta di chiamata. Tenendo presente che anche per diventare prete, come

per altri “lavori”, occorre una formazione specifica, lunga e complessa. Quindi non si tratta di una scelta estemporanea o a cuor leggero:

il seminarista, o aspirante prete, ha a disposizione anni e anni per scandagliare la sua vocazione, con l’aiuto del direttore spirituale e del confessore, di compagni di strada e amici con cui confrontarsi. Ma per quali vie si diventa preti oggi? Nulla è cambiato nella Chiesa cattolica, in particolare quella italiana, nel percorso proposto ai giovani e agli adulti che oggi chiedono di diventare ministri del Vangelo e dei sacramenti?

E quali sono le sfide a cui i nuovi sacerdoti devono necessariamente rispondere con la vita? Il taglio del volume oscilla tra il manuale e l’inchiesta: all’itinerario “classico” previsto per diventare sacerdote si affiancano alcune esperienze, voci che raccontano in prima persona gioia e difficoltà vissute.

 

Laura Badaracchi. Giornalista professionista, collabora con diverse testate (tra le altre, il quotidiano Avvenire, i mensili “Jesus” e “Mondo e Missione”, l’agenzia “Sir”. Già corrispondente da Roma dell’agenzia “Redattore Sociale”, è autrice della biografia Luigi Di Liegro. Profeta di carità e giustizia (Paoline 2007) e della raccolta Allo specchio e altri racconti (Infinito 2007). Ha curato i volumi Donna dell’unità. Beata Elisabetta Hesselblad (San Paolo 2006) e Santa Brigida di Svezia. Sentieri di luce. Parole e pensieri della mistica del Nord (San Paolo 2002).

pp. 246

 

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Servire lo stato. Il mestiere del bravo burocrate

di Alessandro Messina

pp. 168

La crisi della politica porta con sé quella della pubblica amministrazione. È lecito dunque domandarsi se sia ancora possibile svolgere efficacemente il ruolo di funzionario pubblico motivato e appassionato ai risultati del proprio lavoro. Come districarsi tra spoils system e scansafatiche? Come puntare a obiettivi di lungo termine mentre tutto il resto guarda solo all’urgenza mediatica del momento? Il volume analizza tutto questo attraverso un’analisi delle contraddizioni interne alla pubblica amministrazione, portando casi ed esempi concreti, proponendo ricette per evitare l’alienazione e soluzioni per un ruolo del pubblico impiego al servizio della collettività.

Alessandro Messina (Roma, 1969) ha lavorato in aziende private, nel terzo settore e nella pubblica amministrazione. È stato direttore di Lunaria, dirigente del Comune di Roma e dirigente generale del Ministero della Solidarietà Sociale. È tra i soci fondatori di una business consulting per le organizzazioni aperte (www.obi-one.eu). Oggi è responsabile del settore crediti retail dell’Associazione bancaria italiana.

pp. 168

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